Un’esperienza come volontario a Burat in Etiopia

Volontariato in etiopia

Era un po’ di tempo che mi girava nella testa la parola Etiopia, ed era proprio lì che volevo
andare, sapevo quasi nulla di quel paese ma non so perché lo trovavo interessante.
Ho cominciato allora cercare un modo per poterci andare come volontario e non come
turista, perché sarebbe stato l’unico modo di scoprire e vivere realmente il posto e così
dopo lunghe ricerche ho avuto un’immensa fortuna, ho trovato Paolo, la mia porta
d’ingresso per il paese.

La motivazione principale che mi ha spinto a partire era la mia estrema curiosità di vedere
come si vivesse realmente nel Corno d’Africa, in particolare la vita monotona e organizzata
nel mio ambiente padano mi stava cominciando ad annoiare, avevo bisogno di scoprire
qualcosa di nuovo.

All’inizio sembrava tutto così remoto ed astratto, mi sembrava quasi una cosa impossibile il
poter recarsi in una terra così lontana però poi le cose si sono realizzate in meno di una
settimana, il giorno del mio diciottesimo compleanno ho acquistato il volo aereo ad un
ottimo prezzo e quattro giorni dopo sono partito.

L’arrivo

La prima cosa che mi ha stupito è stata ancora prima di atterrare, tutte le città che ho visto
da un aereo si sono sempre mostrate con uno scintillio di luci bianche e gialle che
delineano le strade della città, mentre Addis Abeba era completamente buia, sembrava di
atterrare nel nulla.

Dopo degl’attimi di dubbio che arrivato in aeroporto non ci sarebbe stato nessuno è
arrivato Paolo e da quel punto è cominciata la mia esperienza.
Di notte al contrario degli stati europei, in Etiopia tutti dormono, e raramente incontriamo
auto sopraggiungere, la mattina seguente invece il caos domina l’intera metropoli.
Smog, traffico, costruzioni sovrapposte e case improvvisate che generano contrasto con
costruzioni moderne e i grattacieli.

Ci dirigiamo verso la missione

La mattina dopo aver pranzato in un ristorante con la classica Injera speziata con il wat
(stufato di diversi tipi di carne), partiamo per dirigerci a Burat, il viaggio è lungo e la strada
è più sterrata che asfaltata. La vegetazione cambia e la natura è sempre più bella.
Al difuori della capitale Sheger, città che soffre come problema principale il
sovrappopolamento, tutto è più tranquillo comprese le persone.

Arriviamo a Endibir, cittadina cattolica dov’è presente la Cattedrale di Sant’Antonio e dove
dei volontari del servizio civile italiano lavorano nel supporto ad una scuola, in particolare
ad un istituto tecnico. Dopo aver pranzato conosco le tre suore indiane che mi avrebbero
ospitato per tutti quei giorni e così insieme a loro ci dirigiamo a Burat, piccolo villaggio in
cui è stata costruita una clinica, molto importante per tutta la popolazione che vive nei
dintorni poiché rappresenta la struttura sanitaria più vicina.

Lì oltre a lavorarci le tre suore indiane, vengono assunti staff locali per la cura dei pazienti.
Dopo alcuni giorni mi sono subito trovato come se fossi a casa, tutti erano estremamente
ospitali tantoché varie persone mi hanno invitato a casa loro per farmi assaggiare i vari cibi
etiopi dal kitfo a tibs.

La differenza culturale non creava nessun’ostacolo all’amicizia e l’idea di diversità che
possedevo al mio arrivo e lentamente svanita, per poi capire che siamo tutti molto simili.
Nell’ambulatorio il mio compito era quello di aiutare gli altri infermieri, la maggior parte dei
pazienti arrivavano la mattina, in particolare prendevo i parametri, la pressione e scrivevo
le cartelle cliniche e i registri.

Testimonianza esperienza come volontario a Burat

Le cose che ho imparato da questa esperienza sono davvero tantissime e quindi posso
limitarmi solo a introdurle.
È un viaggio che stravolgerà probabilmente il vostro modo di pensare e di vedere il vostro
paese diversamente, consiglio a tutti fare quest’esperienza, serve nient’altro che voglia di
scoprire e di cambiare le vostre abitudini.

Giorgio

 

Alcune foto

Cattedrale di Sant’Antonio, Endibir (SNNPR)

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Testimonianza esperienza come volontario a Burat

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Scuola di Goro

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Testimonianza esperienza come volontario a Burat

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Strada principale di Burat

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