Esperienza in Etiopia: tra diversità, scoperta, amicizia

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Sono stata in Etiopia nell’Agosto 2013, in un viaggio di ventitre giorni di turismo responsabile coordinato da Paolo Caneva.

Ho trascorso la prima settimana a Getche, nella regione del Guraghe, a Sud-Ovest di Addis Abeba. Qui, le suore Figlie della Misericordia e della Croce hanno una missione, con clinica e scuola dell’infanzia. Benché io non abbia alcuna competenza medica, ho avuto la felice possibilità di partecipare alla vita quotidiana della clinica. Suor Francesca è stata “l’angelo” che si è preso cura di me mentre curava le altre persone: mi ha fatto assistere alla nascita di due nuove Creature aiutandomi a conoscere l’inaspettato mare di emozioni che ti assale quando stringi tra le braccia un neonato e ascolti la sua prima voce; mi ha mostrato la realtà degli ospedali locali e mi ha sorretta davanti alla sofferenza e alla cruda verità che si muore ancora tanto facilmente di malnutrizione o malasanità.

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Dalla vita rurale e dagli spazi sconfinati della campagna, mi sono spostata in città. Addis Abeba è stato il centro che mi ha accolta nei giorni successivi, con la sua vita frenetica, il traffico, il rumore, i rifiuti, le sue ambiguità.

Addis Abeba è la capitale etiope e una città sovraffollata, per me caotica e disordinata ma anche stimolante. Qui ho incontrato molta diversità: ricchi e poveri, case e baracche, macchine e muli per viaggiare, chiese cattoliche o ortodosse e moschee. Qui ho incontrato molta diversità che sembra non interagire, abbandonata a se stessa e alla crescente disuguaglianza e disparità sociale. Ad Addis Abeba Paolo, io e altri volontari abbiamo realizzato alcuni progetti con gruppi di adolescenti locali su temi dei quali abbiamo percepito la necessità: conoscenza di sé, conoscenza dell’altro, educazione all’ambiente.

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Non è stato semplice vivere quotidianamente a contatto con i ragazzi, con le mie domande e le contraddizioni della capitale. Ma non ero sola… Paolo e Shitaye mi hanno accolta come una figlia, abbiamo lavorato insieme nella casa Shalom e fatto gite fuori porta, per esplorare la città. Non mi hanno fatto mancare niente: ho trovato sempre la libertà di domandare e una voce gentile e volenterosa di rispondere alle mie curiosità; non mi è mancata la compagnia né l’accoglienza dei miei silenzi; non mi è mancato mai un pasto nutriente e un buon caffè, il sorriso, l’ironia e tante risate, una partita a tombola o a carte.

Ho trascorso gli ultimi giorni in Etiopia a Wolisso, presso un’altra missione delle suore Figlie della Misericordia e della Croce.  Suor Delia, di origine siciliana che vive in Etiopia da oltre venti anni, è stata una vera e propria “mamma meridionale” accorta e accogliente, premurosa e attenta che ai suoi ospiti non mancasse niente. Qui ho potuto visitare il mercato locale, il mercato del bestiame, un orfanotrofio per bambini e adolescenti, il carcere. E urlavano le emozioni, aumentavano le domande…

Non conoscevo l’Etiopia ed ho incontrato un paese da scoprire, con le sue molteplici sfumature. Il mio viaggio non è stato facile; ma mi sono sentita a casa tra tante persone così diverse e legate dalla voglia di conoscersi, di incontrarsi e di stare bene.



3 Comments

  1. ENZO MATTIACE
    6 settembre 2014 20:16/ Reply

    Cara Elisa,, condivido in pieno il tuo entusiasmo e la tua gioia per la bella esperienza etiope. Anch’io con un gruppo di cinque persone (2 medici, 2 infermiere e la responsabile delle adozioni, mia moglie) sono andato due volte in Etiopia, A Getche, abbiamo lavorato con Sr Francesca, Sr Annette ecc; avrai visto l’ Ospedaletto Pediatrico da noi costruito e dedicato a P.Pio, a nome dell’Ass.Uman. SPEM – Italia Onlus, di cui sono il rappresentante legale. Da Sr Delia, da noi affettuosamente chiamata Zia Delia (ma io sono più vecchio di lei….) torneremo ancora, perché a Wolisso abbiamo costruito un Centro di Formazione professionale, che va incrementato. Sarei felice se volessi collaborare ai numerosi progetti che abbiamo in itinere, ai fini dell’educazione alla salute, alla maternità ecc, appunto a Wolisso.
    Se vuoi, puoi contattarmi, altrimenti ti auguro buon lavoro e…soprattutto non lasciar cadere nel vuoto una siffatta esperienza che arricchisce più noi che i bambini poveri che assistiamo.
    Che la Madonna ti protegga..
    Enzo (Maratea- Basilicata) 345.9881651 – vincenzomattiace@virgilio.it

  2. giampiero di marco
    17 ottobre 2014 17:03/ Reply

    ginecologo ospedaliero in pensione, disponibile periodo anche lungo in etiopia,

    • volontari
      9 novembre 2014 10:41/ Reply

      Può contattare il responsabile dei progetti in Etiopia, Paolo Caneva, paolo.caneva@gmail.com. Sarà lieto di trovare un punto di incontro. Grazie per la sua disponibilità

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