Piano piano, l’uovo cammina…

ziway

“Piano piano, l’uovo cammina”… perché diventerà una gallina.

Questo è il motto del centro per lo sviluppo dedicato alle donne a Ziway, in Etiopia, e ci è molto piaciuto: esprime un messaggio di speranza per una crescita sostenibile ed armonica di questa terra, che ne ha molto bisogno.
Siamo capitati in Etiopia quasi per caso, avendo conosciuto Paolo, un Friulano come noi, ma trapiantato da anni laggiù. Paolo è stato per noi un accompagnatore attento ed una guida sempre informata, che ha saputo dare puntualmente risposta alle nostre mille domande, nonché il nostro autista (cosa non da poco, considerata la viabilità etiope!).
Non pensavamo di avere né il tempo né le capacità per fare un’esperienza di volontariato, neppure breve. Abbiamo perciò chiesto a Paolo di farci conoscere un’area del paese non lontana dalla capitale, corrispondente all’incirca all’eparchia di Emdibir, con la quale la diocesi di Udine intrattiene rapporti di cooperazione da molto tempo. In particolare desideravamo conoscere la realtà delle missioni, ma abbiamo anche avuto modo di restare affascinati dalla bellezza di alcuni splendidi parchi naturali nella zona.

verso il lago di Wenchi

Ecco qui dei bambini etiopi belli e sorridenti, che abbiamo incrociato in uno dei luoghi più verdeggianti che abbiamo visitato, vicino al Lago di Wenchi. Ma attenzione: la bambina sulla destra, che è ancora proprio piccola, sulla schiena non porta un bambolotto, ma un fratellino in carne ed ossa. Durante il nostro viaggio abbiamo scoperto che in molte parti dell’Etiopia la figlia femmina più grande non viene mandata a scuola, perché deve aiutare la madre con i fratellini più piccoli. Ciò su cui puntano i missionari che abbiamo incontrato, invece, è proprio dare a tutti i bambini la possibilità di ricevere un’istruzione nella convinzione che la speranza per l’Etiopia del futuro stia nell’istruzione, nell’educazione, nella formazione.

Abbiamo visitato anche dispensari ed ospedali, abbiamo visto pozzi e impianti di purificazione dell’acqua, tutti creati dai missionari; ma soprattutto siamo rimasti colpiti dagli asili e dalle scuole. I padri di un ordine indiano, le suore di diverse congregazioni, i Salesiani: tutti, grazie anche ad aiuti dall’estero, si impegnano su questo fronte. Abbiamo ammirato, in particolare, le scuole di Goro, vicino a Walisso: ecco tre giovani alunne che si affrettano verso la scuola, con passo determinato e sguardo allegro.

alunne della scuola di Goro

Gli incontri con i diversi missionari sono stati profondi e molto stimolanti per noi: ci hanno colpito per la determinazione, l’infinita pazienza, l’accoglienza nei nostri confronti, ed anche per il tranquillo sorriso con il quale affrontano la loro vita non facile. Abbiamo davvero visto in loro la gioia dell’annuncio della buona notizia. Siamo tornati in Italia con l’impressione che, anche se impreparati, avremmo potuto portare di più, dare di più, fare di più. Certamente il contributo che ognuno di noi può darecomunque non è che una goccia, ma
tante gocce possono fare un bicchiere d’acqua: l’importante è come quel bicchiere d’acqua viene usato!
Ce lo ha ricordato questo bel dipinto, nello stile tradizionale locale, che decora le pareti della piccola cattedrale di Emdibir.

cattedrale di Emdibir

Per concludere, torniamo all’uovo!

Abbiamo notato alcune grandi opere incompiute, specialmente nei dintorni di Addis Abeba, ma abbiamo anche potuto apprezzare a Goro la buona riuscita di un progetto semplice, finanziato dal basso in Italia, efficace, e che rientra nell’impegno per l’educazione: un pollaio. La presenza di questo pollaio consentedi dare per merenda ai bambini dell’asilo, due volte la settimana, un uovo sodo: una preziosa integrazione proteica della dieta povera di questi bimbi. E Paolo, che non fa solo l’accompagnatore di visitatori come noi, ha contribuito efficacemente alla buona riuscita di questo progetto.
Piano piano, come l’uovo, l’Etiopia potrà e dovrà crescere, camminare e correre con le sue gambe.
Siamo così rientrati in Italia desiderosi di raccontare e condividere questo nostro viaggio che ci ha fatto incontrare – seppur brevemente – un mondo, pieno di contrasti e contraddizioni, così diverso dal nostro, dove però abbiamo incrociato tante persone sorridenti.

Un viaggio intenso, coinvolgente e arricchente, che consigliamo senz’altro!

Albero



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